Chi ha paura dell’uomo nero?

Chi ha paura dell’uomo nero?

Come ho già scritto in qualche altro post, io sono una educatrice e lavoro, tra i vari luoghi, anche nelle scuole come assistente educatrice di minori diversamente abili. Il mio compito è quello di favorire la loro inclusione tra il gruppo dei pari, aiutarli ad ampliare le loro competenze a livello cognitivo, relazionale, rispetto alle autonomie personali, ecc…E’ un lavoro che mi piace moltissimo, a parte la retribuzione da fame e il dovermi sempre rapportare con insegnanti diversi, scuole diverse, metodologie diverse. Quest’anno, per esempio, lavoro in quattro scuole diverse: due scuole dell’infanzia, una scuola primaria e una scuola media.
Non è semplice cambiare ambiente di lavoro continuamente e il più delle volte è più pesante il dover stare dietro agli insegnanti che ai bambini che seguo…

Qualche giorno fa ero in una delle due scuole dell’infanzia in cui lavoro. Qui seguo, da ormai tre anni un bambino con disturbo dello spettro autistico e in generale lavoro in questa scuola da sei anni..avendo seguito in passato anche un’altra bambina..la mia cara M. che è nel mio cuoricino ❤ !
Questa scuola si trova in un quartiere periferico della città, un quartiere difficile, il quartiere delle case popolari, e i bambini che frequentano questa scuola provengono per lo più da famiglie umili, famiglie che vivono realtà di emarginazione, esclusione, violenze…e poi ci sono molti stranieri, soprattutto turchi, marocchini, tunisini, egiziani, ghanesi, senegalesi.
In questa scuola ci sono tre sezioni, ognuna retta da due insegnanti e poi, essendoci diversi bambini con il sostegno, altre insegnanti, in tutto tre, appunto del sostegno. Una di queste insegnanti è arrivata lo scorso anno dalla Sicilia, ha all’incirca 45 anni, non parla per niente bene l’italiano..nel senso che, a parte l’accento che è proprio l’ultimo dei problemi, utilizza dei termini dialettali credendo che siano di uso comune in italiano e quindi dice e scrive delle assurdità pazzesche che ti fanno dubitare del fatto che sia diplomata. Ma aimè, lei proviene da quella schiera di persone che hanno conseguito la maturità magistrale vecchio ordinamento, 4 anni + 1, che è quindi entrata nelle graduatori e che da lì non è più uscita…Chiaramente non avendo lavorato in maniera continuativa non è al top della graduatoria, non avendo uno straccio di corso abilitante neppure, quindi è precaria nel senso che non lavora di ruolo in un unico istituto comprensivo o scuola, ma ogni anno nominata tra quelle che sono le sue prime scelte e se in quelle scuole che lei ha selezionato come preferite c’è già qualche insegnante che in graduatoria sta su un gradino più alto di lei, nominata in altre scuole della provincia o regione.

Insomma, tutto questo pippone per presentare questa insegnante, C., che dio mio….segue un bambino autistico, non ha le competenze per seguirlo, commette errori su errori (già a partire dalla sua comunicazione verbale che è ricca di errori grammaticali…il congiuntivo si rivolta continuamente quando lei tenta di usarlo….) e che soprattutto non ha voglia di fare un cacchio! Ha poi quel tipico modo di fare delle persone che nella loro vita hanno purtroppo pochi svaghi e hobbies e quindi vivono di pettegolezzo…e ha un sacco di fobie assurde, ha sempre da ridire sulle persone del nord, quando le tocca lavorare dalle 10 alle 15 sembra che le abbiano appena comunicato una sentenza di morte….se mio figlio avesse un’insegnante così io mi sparerei!
Lo dico sempre…quando e se avrò mai un figlio…sarò molto selettiva nella scelta delle scuole, sarò puntigliosa, lo so, ma conoscere le insegnanti e vedere come lavorano  e trattano i bambini mi porterà sicuramente a scegliere quello che a priori non vorrei assolutamente per mio figlio!!

C. un giorno mi dice: “Ieri sera hai visto che hanno fatto i fuochi d’artificio vicino a casa nostra? Ma da dove venivano? Per me dall’oratorio……”
Io: “Sì, ho visto….non mi sembrava venissero dell’oratorio, ma non ho capito la provenienza…”
C.: “Per me dall’oratorio….Ma quell’oratorio lì…hai visto che è diventato???”
Premetto…io non frequento l’oratorio, non sono credente, ma abito a due passi dall’oratorio in questione….C. vive anche lei in zona….
Il parroco di questo oratorio, da anni, ma soprattutto negli ultimi mesi, accoglie nella propria casa profughi provenienti da ogni parte del mondo che scappano da guerre, povertà, violenze…In questo momento ci saranno all’incirca un centinaio di persone nella sua parrocchia, per lo più uomini giovani, che lui accoglie, gli dà un luogo in cui poter vivere dignitosamente, offre loro cibo, acqua per lavarsi, solidarietà, aiuto…Queste persone che ospita arrivano per lo più senza documenti..lui e i volontari, li aiutano a mettersi in regola, offrono loro corsi di italiano, danno loro piccoli lavoretti anche solo per tenerli occupati e rendere la loro presenza produttiva….Non sono ospitati a caso, non sono ospitati sulle spalle di nessuno….non fanno assolutamente nulla di male, sono educati, rispettosi….Ma non c’è neppure bisogno che stia a precisare queste cose…..In teoria io penso che non dovrebbe essere necessario precisare certe cose, ma purtroppo non è così…..
La gente del quartiere dice di essere stufa di questa situazione, che “questi qua” sono troppi….”ma perchè il prete deve ospitarli tutti lui??” “ma perchè il prete aiuta loro e non noi italiani??”….Tutte queste cose dette da persone che si vantano di essere cristiane dalla punta dei capelli alla punta dei piedi……che però hanno saltato la lezione sulla fratellanza il rispetto per gli altri al catechismo!
C. quindi mi dice che non frequenta più l’oratorio perchè c’è brutta gente…”tutti questi negri a me fanno paura….Ho paura che facciano del male a mia figlia….poi sono troppi….poi che fanno tutti lì, non fanno niente….Fanno rumore, a me fanno anche un pò schifo…..”
Io l’ascolto senza parlare…inizialmente….Purtroppo non mi sorprendo neppure delle sue orrende parole, sono perfettamente in linea con l’idea che mi ero fatta di lei….di una persona piuttosto ignorante e pregna di pregiudizio…..
Quindi quando inizia a dire……”ci credi che io ho fatto tanto volontariato……ma queste persone qui propri non mi piacciono….Non sono razzista, ma proprio mi fanno paura….”
Allora a quel punto non ce l’ho più fatta…..e in maniera molto diretta le dico:
“C. sei razzista! Non puoi dire il contrario…e ti dico anche che ormai, ai giorni nostri, sentire le persone parlare come te mi fa tristezza, mi fa vergognare e vorrei proprio vedere chi la pensa come te essere trattata come vengono trattate le persone che vi fanno così tanto schifo! Il razzismo è una delle più grandi forme di ignoranza. Provo tanta tristezza per te…”
..e me ne sono andata…con lei che diceva “lo so, ma io ho paura…che ci posso fare…….”

Ma vaffaaaaaa

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