Come si cambia per non morire

Come si cambia per non morire

A diciannove anni mi iscrissi all’università. Ero carica di aspettative, desiderosa di conoscere un pò meglio il mondo, di fare tante nuove e belle esperienze, di conoscere gente nuova.
Presa dall’entusiasmo sognavo di diventare la nuova protagonista di Tomb Raider, ma dopo qualche tempo capii che io e Lara Croft e soprattutto io e Angelina Joilie non avevamo molto in comune. Comunque terminai gli studi e mi presi una bella laurea in Archeologia, fiera di aver scelto degli studi che persone un pò più pragmatiche difficilmente imboccano.
Gli anni dell’università sono stati belli e spensierati, ma in fondo sono convinta di non aver sfruttato al meglio quelle grandi possibilità che solo la giovinezza ti dà. Perchè alla fine tante cose poi difficilmente si fanno dopo, quando si entra per davvero nel mondo degli adulti. Da ventenni c’è ancora l’incoscienza che rende quegli anni i più belli, anni in cui fai anche un sacco di cagate, ma alla fine poco ti importa..meglio non vivere di rimpianti. E va bene così.
Io di cagate a vent’anni ne ho fatte parecchie e sono felicissima di averle fatte. Se ripenso a certe esperienze mi viene solo da ridere, oppure da piangere, ma meglio avere un bagaglio di esperienze ben fornito che stare sempre troppo al sicuro e poi vivere con indecisione il futuro.

All’università in poco tempo conobbi un sacco di ragazzi e ragazze interessanti, molti dei quali divennero degli amici e con cui avevo il piacere di condividere molte cose.
Il mio corso di laurea era un mix di persone, o direi personaggi, tutti diversi uno dall’altro..persone che avevano ben poco in comune uno con l’altro, ma forse proprio per questo molto interessanti.
Sono volati fior fiori di soprannomi nel corso di quegli anni, nemmeno uno dato da me..io avrei ben poca fantasia di così bassa lega…Sta di fatto che alcuni miei compagni erano l’ Uomo Nero, La Morte, Alfie, Lo Slayer…Anzi, l’unico soprannome dato da me è stato Uomo Angelo, riferito ad un ragazzo per cui al secondo anno mi sono presa una cotta micidiale e che vedevo due volte a settimana a lezione. Frequentava un corso di laurea diverso dal mio, ma entrambi dovevamo dare lo stesso esame obbligatorio e così, un giorno me lo ritrovai in aula e mi parve davvero di avere la visione di un Angelo. Mi sembrava circondato da un’aurea luminosa, con i capelli dorati, gli occhi color nocciola, la carnagione ambrata. Era un figo pazzesco in sostanza!!!!!
Comunque, a parte qualche figuraccia fatta con lui, ciò di cui voglio parlare in questo post è tutt’altro.
Non si direbbe dall’incipit, ma voglio parlare di AMICIZIA!

Ho fatto tutta questa lunga introduzione solo per dire che all’università ho conosciuto tante persone tra cui Erika. Io e lei diventammo amiche per la pelle in brevissimo tempo. Fu, come dire, amore a prima vista. Eravamo in sintonia praticamente su tutto, poi venivamo entrambe dalla stessa città e quindi facevamo anche il tragitto in treno insieme e fu quindi più facile iniziare a frequentarci anche al di fuori dell’università. Diventammo davvero grandi amiche, era sul serio la mia migliore amica, quella a cui potevo raccontare qualsiasi cosa di me senza alcun pudore o riserva. A lei ho raccontato davvero cose molto personali, forse solo a lei ho parlato di certe cose e la fiducia era reciproca. La nostra era un’amicizia leale e soprattutto matura..fatta di grandi divertimenti, sbornie colossali, concerti fino all’alba, lunghe passeggiate, lunghi caffè, lunghe dormite…ma anche lunghissime confidenze, confronti, reciproche ammissioni ed esternazioni. Era proprio l’amicizia perfetta, non saprei davvero come altro descriverla.

Cosa succede ad un certo punto?
Succede che io, dopo quattro anni di amicizia, incontro il mio attuale fidanzato. Erika è ovviamente la prima persona con cui parlo di lui, a cui confido le mie incertezze e paure, a cui chiedo consiglio. Inizio a frequentarmi con il mio ragazzo, ma metto sempre al primo posto l’amicizia o meglio, sia io che lui siamo consapevoli sin dall’inizio che mettersi insieme non vuol dire abbandonare i nostri amici, le nostre frequentazioni, i nostri interessi individuali. Anche oggi io e il mio ragazzo viviamo con assoluto amore, ma anche e soprattutto assoluta libertà la nostra storia. Abbiamo molti amici comuni, ma anche amici che sono solo miei o solo suoi, o comunque con cui mi frequento di più solo io o di più solo lui. Oltre a questo, ognuno di noi ha delle passioni e le coltiviamo anche individualmente.
Per dire….io vado sempre a fare le vacanze con le mie amiche, da sola..e stiamo benissimo così!
Quindi, sin dall’inizio io ho sempre dato spazio alle mie amicizie, ho sempre dato spazio a me stessa innanzi tutto..Perchè anche se la passione e la curiosità di conoscere questa nuova persona erano tante, era tanta anche la voglia di mantenere intatti tutti i miei legami affettivi.
E così è stato…..con tutti, meno che con Erika.

Proprio lei che in teoria era una delle persone che mi conoscevano di più al mondo, alla fine non ha proprio capito niente di me.
Io non ho mai trascurato o tralasciato la nostra amicizia, anzi, mi sono sempre impegnata per continuare a vedere Erika con la stessa costanza di sempre…era lei che ad un certo punto ha allentato la presa. Dopo aver incominciato la mia relazione, lei ha iniziato ad uscire con delle conoscenti con cui aveva una cosa in comune su tutte le altre: erano tutte e quattro single.
Oltre ad essere single, si piangevano costantemente addosso perchè non riuscivano a trovare mai la persona giusta, perchè incontravano sempre degli stronzi che non le richiamavano mai dopo un paio di uscite insieme, o che non ricambiavano le loro attenzioni..Insomma, è stata lei ad un certo punto a mettermi da parte.
Le ultime uscite insieme erano caratterizzate da suoi monologhi in cui mi diceva che io ero fortunata ad avere un ragazzo che mi amava così tanto, non capiva cosa aveva di strano che allontanava tutti i ragazzi che le piacevano, che era poverina perchè io potevo contare sulla consolazione del mio ragazzo nel momento del bisogno……Come se solo l’amore possa riempire la vita!

Fatto sta che io le chiedevo di uscire e lei mi dava buca all’ultimo momento, oppure mi diceva che non poteva perchè aveva un altro impegno, oppure non mi rispondeva proprio al cellulare.
Perchè? Mistero della fede!

Capitò così che incominciammo a non sentirci più perchè il mio era un rincorrere qualcosa che evidentemente non voleva essere acciuffato e quindi…come si suol dire…se vuoi bene ad una persona, lasciala andare se vuole andar via.
Viste le tante delusioni per questo allontanamento, ad un certo punto me ne ero anche fatta una ragione.
Vado poi a scoprire che Erika aveva incominciato ad allontanare anche altri amici, anche loro senza un apparente motivo. Io e Clara, entrambe molto amiche di Erika, ci confrontiamo su tutta questa faccenda e non riusciamo a darci una spiegazione di tutto ciò!

Capitò poi che un giorno, non ricordo se feci io il primo passo o Erika, comunque ci risentimmo e ci trovammo un pomeriggio di fronte ad un caffè. Erika mi sembrò subito diversissima! Era sempre stata un pò come me…come dire, fricchettona..e improvvisamente di fronte a me mi ritrovai una persona totalmente diversa. Era come una di quelle tante ragazze che lei aveva sempre deriso..con le unghie finte, le borse griffate, le scarpe sbirluccicose..Che voglio dire, per me ognuno è liberissimo di vestirsi come gli pare, ma ritrovarmi all’improvviso di fronte ad una persona che era completamente l’opposto di come l’avevo lasciata era davvero stranissimo!
Parliamo e parliamo e poi mi svela che qualche mese fa è stata insieme ad un nostro ex compagno di università. Ah…..si svela così l’arcano! Per mesi ha celato ben bene questa storia, poi quando lui l’ha mollata è corsa da me perchè con in sostanza la scusa di chiedermi di rincontattare lui e avere delle spiegazioni per quella rottura.
Approfittatrice direi!!!!
Ero però curiosa e quindi risento l’ex compagno di università che mi dice che Erika era diversa da quando andavamo all’università…Che in sei mesi di relazione lui non è mai riuscito a conoscere mezzo amico di lei perchè in sostanza il suo sospetto era che di amici non ne avesse.
Scopro quindi che aveva anche lasciato il gruppetto di amiche single…che lavorava in un negozio di scarpe e si lamentava sempre e comunque di non avere soldi..ma andava in giro tutta griffata…e che in sostanza ho perso un’amica che ora sono certa non riavrò più.

Mi fa salire il sangue alla testa questa cosa.
Ma cos’è successo????
Io non mi capacito di come a volte le persone cambino…ma in peggio…O meglio, forse a me sembra peggio poi magari loro vivono bene…Ma cosa scatta all’improvviso?????

Io sono un pò amareggiata perchè rivorrei la Erika di un tempo.

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2 pensieri su “Come si cambia per non morire

  1. Leggevo questo post con strano impressione – perché aveva la stessa situazione nella mia vita e tutti i fatti si assomigliano molto l’un l’altro… Vivo in l’altro paese, studiavo l’altra facoltà.. ma azioni umane sono le stesse… E’ passato del tempo, ma anch’io non ho mai capito, come questo potesse accadere.

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