Integra(re)le

Integra(re)le

In questi giorni sono un pò stanca. Amo il mio lavoro, mi piace, ma ultimamente mi sento sfinita.
Lavorare a stretto contatto con persone sempre diverse, con caratteri molto diversi, modalità di relazione altrettanto diverse..è davvero sfiancante!
Non so perchè spesso mi sorprendo di quanto la gente sia ipocrita e poco umile. Non so davvero perchè resto a bocca aperta quando mi trovo di fronte a persone incapaci di vivere in maniera sana le relazioni. Lavoro in ambienti esclusivamente femminili praticamente e questa è una cosa che del mio lavoro non mi è mai piaciuta.
L’estate scorsa le maestre di un asilo in cui seguo tre bambini disabili hanno creato un gruppo di whatsapp e sono stata inclusa anche io in quel gruppo. Purtroppo direi…perchè si scrivono continuamente e scrivono cavolate assurde tra l’altro. Mi facevano molto ridere perchè io percepivo un’estrema ipocrisia in ciò che si scrivevano, facevano le amicone, ma sotto sotto ognuno pensava male delle altre. Io e l’altra mia collega educatrice eravamo anche un pò scocciate, ma non ci siamo levate da quel gruppo perchè almeno può essere utile per comunicazioni di servizio (infatti quanto mi sono ammalata l’ho comunicato alle maestre tramite il gruppo), per il resto il gruppo è silenziato.
Morale della favola….più o meno a novembre, quindi dopo al massimo un paio di mesi dall’inizio della scuola, alcune maestre hanno cozzato pesantemente tra di loro. Per me è stata una cosa ridicola e a tratti anche divertente. L’ipocrisia ha raggiunti i livelli altissimi e mi faceva ridere il pensiero di ciò che solo la settimana prima si scrivevano: “siamo un gruppo fantastico ragazze, con voi si lavora proprio bene!”, “non siete solo colleghe, siete le miei amiche….”, “siamo una famiglia, niente potrà rovinare il magnifico rapporto che c’è tra noi!”

Certo, certo…non so perchè io prevedo sempre certe possibili situazioni e intuisco un pò il carattere delle persone con cui ho a che fare….

Da novembre lavoro anche in un altro asilo, una scuola privata cattolica. E ho già detto tutto….
A parte la differenza a livello di routine quotidiane, non mi piace molto come le maestre si pongono con i bambini. E’ tutta questione di apparenza, vogliono far vedere ai genitori (che spendono una barca di soldi di retta!) che i loro marmocchi fanno un sacco di belle cose, che imparano tantissimo e nella loro mente c’è la convinzione che nella scuola privata i bambini vengano seguiti molto meglio che nella scuola statale.
A parte che questa è una grandissima cazzata, c’è da sottolineare che la scuola privata è talmente attenta alle esigenze dei bambini che i bambini disabili, pur avendo una diagnosi, non hanno di diritto l’insegnante di sostegno, ma è la scuola, a sua discrezione, che ha nel suo organico eventuali insegnanti si sostegno e li affianca ai bambini che hanno difficoltà certificate. Quindi, di che parliamo? Di aria fritta? Il tema del sostegno nella scuola privata è un capitolo enorme da affrontare, ci sono mille situazioni sempre diverse e non è la regola generale quella di non avere il sostegno per i disabili, ma tendenzialmente è così….C’è anche chi sostiene che il sostegno nelle scuole private, paritarie, dovrebbe essere pagato dallo Stato, come avviene nelle scuole statali..Certo, come no?!
Io ho lavorato come insegnante di sostegno in una scuola primaria privata di Milano e l’esperienza lavorativa lì non è stata la migliore della mia vita. Scuola cattolica anche quella e trattamento davvero sconvolgente. Dico solo che sono dovuta andare dai sindacati per situazioni losche avvenute, per stranezze sul mio contratto…Fatto sta che alla fine l’ho spuntata io, ma non mi hanno poi riconfermata per l’anno successivo 😛

Tornando alla scuola privata e catto in cui sto lavorando ora…Ecco, il mio “malessere” settimanale è in parte dovuto all’ambiente che c’è lì..Maestre che definirei democristiane, incapaci di dire le cose in faccia, ma capacissime di parlottare alle spalle..oltretutto senza veri e propri motivi, ma solo per incapacità di essere obiettive e riconoscere le capacità altrui. Solo loro sono brave! Io per fortuna cerco di evitare qualsiasi screzio, ma allo stesso tempo metto in chiaro il mio punto di vista e quindi sono stata più sgamata di loro nel parlare di ciò che faccio e voglio fare con il bambino disabile che seguo. Ho precisando, mostrano quanto loro non sapessero, qual è il ruolo dell’educatore a scuola..visto che parlano, parlano..evidentemente senza sapere. La cosa che mi fa incazzare di più è che più che altro trattano con sufficienza e da incapace un’altra ragazza che come me segue un bambino disabile della classe. Non lavoriamo per la stessa cooperativa, ma il nostro ruolo è il medesimo e direi che per fortuna almeno siamo presenti in quella scuola in contemporanea e abbiamo la possibilità di stare un pò insieme, visto che per il resto a nessuno frega molto ciò che facciamo. Non gli frega niente, ma allo stesso tempo giudicano. Controsensi continui e soprattutto palese dimostrazione di come il bambino disabile venga visto spesso nella scuola: è un impiccio, è fastidioso, disturba, è meglio che venga allontanato dal grande gruppo in certi momenti. E’ ciò che pretendono da noi: portare sempre fuori il bambino disabile quando si svolgono attività in grande gruppo. Certo, così l’integrazione è davvero possibile!!!!!

Sono schifata! Infastidita, indispettita, indignata…ma la mia tenacia non mi fa cedere a certe prese di posizione che ritengo da ignoranti.

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