Sono un muro del pianto vivente

Sono un muro del pianto vivente

Per collegarmi al post scritto ieri..Casi umani..oggi riflettevo come anche sul posto di lavoro il mio potere di attirare appunto casi umani sia infallibile!
Lavoro in una cooperativa e in tutto saremo una trentina di educatori. Con alcuni mi vedo spesso, con altri praticamente mai perchè non vengono mai alle riunioni (bravi, bravi…!!), altri sono diventati amici. In mezzo a questo numeroso gruppetto ovviamente è facile trovare un pò di tutto: ci sono i simpaticoni, quelli musoni; c’è chi si senti irresistibilmente idolo, chi non parla con nessuno tanto è riservato o semplicemente non gli frega niente di avere contatti umani sul posto di lavoro; c’è chi si comporta da educatore con gli educatori, chi spesso sbaglia rigorosamente i tempi verbali (dannato congiuntivo!)….

Io parlo un pò con tutti, praticamente da subito. Ci sono poi colleghi e colleghe che in realtà non mi vanno molto a genio e lì mantengo le distanze se non mi va di avere un rapporto troppo confidenziale, ma cerco di vivere e lasciare vivere.
Diciamo che io parlo pure con i muri e non mi è poi molto complicato socializzare…sta il fatto che i nuovi arrivati parlano sempre con me, pare che sia una specie di portavoce (e dire che lavoro in questa coop. da due anni scarsi….), quando bisogna organizzare la pizzata di fine anno tutti si rivolgono a me (maledetta capacità organizzativa di cui parlavo qualche post fa….Il tempismo non è il mio forte)…e la cosa sorprendente sul serio è che i colleghi più ostili hanno invece un ottimo rapporto con me, mentre con gli altri mantengono le distanze, peggio di un’ ordinanza restrittiva di distanza. In particolare c’è un mio collega, che onestamente fatico molto a capire anche io, che è sempre musone, molto rigido sia nell’atteggiamento del corpo che in quello che dice, piuttosto scontroso, ma con me è davvero un’altra persona. Con me è simpatico, sorridente, meno bigotto di quello che sembra all’apparenza. Oltretutto non è così con me per doppi fini o interessi che vanno chissà verso quali orizzonti, no no…è sposato, padre di una bimba di pochi mesi, davvero non è interessato a me in senso fisico, ne sono assolutamente sicura..eppure tutti lo detestano, mentre io non posso proprio detestarlo. Con me è gentile e simpatico, come un collega disponibile dovrebbe essere..collaborativo, ci confrontiamo su problemi vari..insomma, è una cosa inspiegabile sia per me che per gli altri colleghi che lo conoscono da molto più tempo di me, ma che oltre al “ciao” e poche altre parole non hanno rapporti con lui.

Lavoro poi in una scuola dell’infanzia in cui seguo, per la coop. di cui sopra, un bambino. Nella classe del mio adorabile bimbo, le maestre non vanno molto d’accordo tra di loro. Una fa la maestra d’asilo, ma onestamente fatico a capire il perchè visto che non vedo in lei alcuna sensibilità ed empatia con i bambini, l’altra è invece più dolce, ma dal mio punto di vista un pò troppo insicura forse perchè non ha una grandissima preparazione pedagogica alle spalle…(oltretutto, lavorando nelle scuole e conoscendo certi soggetti che fanno da insegnanti ai bambini, quando sarò io madre mi sa che romperò le palle vedendo come certe maestre fanno il loro lavoro…)…una prende decisioni senza interpellare l’altra; l’altra, appunto, si fa mettere i piedi in testa (sintomo, per me, di scarsa personalità…anche se forse nessuna delle due ne ha una ben definita..[che criticona che sono!!])
Fatto sta che la maestra che si fa mettere i piedi in testa dall’altra, sin dal primo giorno in cui ho messo piede nella classe, ha forse visto in me, anche lei, un’ottima ascoltatrice perchè scarica su di me le sue confidenze e i suoi sfoghi nei confronti della collega. Mi chiede consigli, mi interpella per qualsiasi cosa si debba fare in classe, mi lascia molto libera di fare delle attività con l’intera classe e parla bene di me a chiunque, pure al suo cane tra un pò…
Ad un certo punto, però, mi sono resa conto che il suo attaccamento nei miei confronti stava diventando forse un pò, come dire, morboso! Ha iniziato a chiamarmi sul cellulare troppo di frequente e non per chiedermi o parlarmi di cose serie, ma così, tanto per parlare e poi lo fa quasi sempre quando cammina e magari è di fretta per cui la conversazione diventa pure enigmatica.
Non sono bastati i miei modi gentili, ma alquanto diretti, per farle capire che non può chiamarmi così spesso in orario di lavoro! Sa che lavoro tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00, anche quei giorni in cui non vado nel suo asilo, ma niente..mi chiama quando gira a lei. Non è servito a nulla non rispondere alle sue chiamate: mi chiama e non rispondo, quindi penso che abbia capito che non rispondo perchè sono a lavoro…NO! chiama finchè non rispondo alla sua chiamata. Rispondo, ma le faccio presente che sono a scuola o a casa delle famiglie che seguo per la domiciliare, ma mica capisce e accenna a troncare la conversazione…va avanti…ovviamente devo essere io a dirle che non posso stare al telefono, ma credendo dovesse parlarmi di qualcosa di urgente, visto il numero di chiamate, ho risposto…..
Boh, pare tonta! Oggi mi ha anche confidato sue ansie matrimoniali….MA PERCHE’ A ME???

Grazie gente che mi considerate un muro del pianto vivente..spiegatemi perchè un giorno!

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