La Calabria è impermeabile

La Calabria è impermeabile

In questi giorni ho assistito ad un bell’intervento di Rita Borsellino e Massimo Caponnetto nell’ambito di una serie di incontri organizzati da un’associazione con cui collaboro da diversi anni e che opera sui temi della pace e della cooperazione sociale.
E’ stata una serata interessante, a parte l’infelice intervento di Dario Caponnetto, nipote del celebre Magistrato. Un ragazzino che ha tutto quello che vuole..pure un cognome bello pesante e importante..e che si spaccia per uomo impegnato nel nome della legalità e della giustizia…Io gli farei un pò di ripetizioni di italiano prima di richiamarlo su un palco a parlare di fronte a centinaia di persone………

Comunque, ad un certo punto Rita Borsellino ha detto….”La Calabria è una cosa a parte. La Calabria è come se fosse impermeabile…immune alla lotta contro la criminalità organizzata..”
Bene..io sono Calabrese. Sono nata in Calabria, i miei genitori sono nati e cresciuti in Calabria, a casa mia i miei genitori parlano il dialetto, i miei parenti sono altrettanto meridionali come noi, per ben 19 estati di fila ho passato due o tre mesi l’anno in Calabria in vacanza, abbiamo la casa nel paesello dei miei in Calabria (la casa data in dote a mia madre per le nozze)..insomma, vivo al nord da quando ho due anni e mezzo, ma dentro di me scorre sangue calabrese…io in genere dico calabbbrese, con svariate “b” di troppo!
Chi non sa che sono nata in Calabria dice che non sembro meridionale, cioè, sembro una che ha origini lontane nel sud Italia, ma parlo come una lombarda e non come una che è cresciuta in una casa in cui le cose vengono chiamate con il loro nome comune di cosa calabrese…caraffa=cannata, fagiolini=vajani, zucchine=cucuzzi, tasca=bbùggia………….

Da piccola vivevo con estremo imbarazzo il mio essere calabbrese. Non perchè mi vergognassi di essere nata in Calabria, perchè ho sempre amato la mia terra di origine e i mesi estivi erano da sempre i migliori dell’anno per me…ma mi infastidiva infinitamente il fatto che i miei genitori parlassero sempre il dialetto a casa, al supermercato, per strada…per non parlare di quando incontravano qualche compaesano! Nemmeno una trapunta matrimoniale sarebbe riusciva a coprire il mio imbarazzo di quel momento…Non ho mai potuto capire e non lo capisco tutt’ora il perchè di tale atteggiamento poco adattivo. Voglio dire, sforzarsi di parlare l’italiano non cancella l’essere nato e cresciuto in un luogo. E’ come se un americano si ostinasse a voler vivere in Italia senza impegnarsi ad imparare e a parlare l’italiano. Esempio un pò drastico, ma giusto per dare l’idea.
Io sono quindi cresciuta in un ambiente un pò ostile sotto un certo punto di vista e con il tempo ho iniziato a farmi una mia personale idea della mia terra di origine. I miei genitori la amano infinitamente e l’hanno sempre difesa a spada tratta, cosa che io ho incominciato a non sopportare più quando sono diventata abbastanza grande da poter capire il vero senso di certe notizie al telegiornale o certi articoli sui quotidiani..Mafia, ‘ndrangheta, camorra..purtroppo sono diventate parole sempre più diffuse nei fatti di cronaca.
Quell’atteggiamento omertoso che conoscevo sin da piccola, ma che non capivo fino in fondo, con il tempo mi è diventato ben chiaro….Per intenderci, i miei genitori sono di un paesello dell’Aspromonte. Uno di quei caratteristici paesini del meridione che d’estate si riempiono in maniera esponenziale di persone che per il resto dell’anno vivono altrove: nord Italia, Germania, Svizzera….Uno di quei paesi in cui ci sono più macchine che abitanti, uno di quei paesi in cui le case sono rigorosamente a tre piani e con l’ultimo piano ancora da concludere, ma pensato per la figlia femmina che un giorno si sposerà. Uno di quei paesi in cui le mie coetanee sono già sposate e mamme di almeno due o tre bambini…Uno di quei paesi in cui tutti si conoscono e ti salutano ogni volta che ti vedono: ti vedono venti volte nel giro di un’ora?! Ti salutano venti volte nel giro di un’ora! Uno di quei paesi in cui se esci la sera da solo, non resti da solo ma in cinque minuti hai già trovato tre persone che ti offrono da bere…Uno di quei paesi in cui non puoi rifiutare una birra o un bicchiere di vino (rigorosamente fatto in campagna da chi te lo offre) perchè sennò si offendono. Uno di quei paesi in cui l’estate c’è la festa del santo patrono e tutto il paese è in festa per la processione a cui partecipano davvero tutti: donne scalze, donne anziane e vestite di nero da almeno vent’anni in segno di lutto, donne giovani supereleganti e con tacchi esageratamente alti per poter reggere un’intera processione di tre ore (perchè il paese è piccolo, ma la processione si riesce sempre e comunque farla durare così tanto…tra banda, soste tattiche di tanto in tanto, rosario, preghiere varie….), uomini discutibili che portano in spalla la statua del santo, bambini che si divertono a sfoggiare i loro vestite della festa…. Caratteristico. Io lo definisco così.
Uno di quei paesi in cui è comunque bello andare almeno una volta nella vita per vedere tutte quelle tradizioni che durano da una vita e sono ancora vive e vegete, soprattutto tra i giovani.

Quello che però non mi piace di certi paesi è la mancanza di segnaletica stradale, la mancata etica ecologica…perchè porcocazzo non puoi vivere nel cuore dell’Aspromonte, avere il gran culo di berti un’acqua fresca, pura e cristallina della fonte poco sopra il paese, vivere in un luogo immerso nel verde che più verde non si può….e non avere il minimo rispetto per quell’ambiente meraviglioso! La raccolta differenziata non sanno nemmeno cos’è..sembra una parolaccia a certi..La macchina viene usata anche per fare cento metri…La sera lo sport ufficiale del paesello è andare in macchina da un luogo di ritrovo all’altro…che a piedi distano ben 10 minuti di cammino!!

Fatto sta che la frase della Borsellino mi ha fatto nuovamente pensare a quello che io penso da molto tempo della mia terra e cioè che, nonostante tutto non cambia mai! Il che non è un bene………….
La criminalità c’è anche in altre regioni del meridione e anche al nord (basti pensare anche alla recente notizia dello scioglimento del comune di Sedriano per infiltrazioni mafiose!!), ma quello che tristemente noto è in Calabria, perlomeno nella mia zona di origine, la mafia c’è, eccome se c’è…c’è in atteggiamenti omertosi, di sottomissione, nel modo di vivere la propria quotidianità….La mafia non si mostra alla luce del sole, ma occhi non impermeabili come i miei la possono notare.

Io non amo questo aspetto della mia terra.
Non amo le macchine bruciate che si possono vedere in alcune zone periferiche, non amo i campi rasi al suolo e la terra ormai ridotta in cenere, non amo la sporcizia che si vede in giro, non amo gli abusivismi edilizi, non amo le spiagge sporche e poco curate, non amo gli sguardi sospettosi delle persone e la loro malizia..

E’ triste dirlo, ma è davvero così….La Calabria è impermeabile….

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5 pensieri su “La Calabria è impermeabile

    1. Grazie per il “wow” 😉
      Purtroppo certe cose sono tristemente vere e sarebbe giusto parlarne di più perchè aimè, anche senza che ci siano eventi eclatanti di azioni e dimostrazioni criminali, esistono e ogni giorno c’è chi vive in un clima di terrore così anacronistico e insensato…inspiegabile…
      Nella vita alla fine si può scegliere e chi sceglie certi inciuci non può più uscirne. E’ un matrimonio, ma non come quelli veri che si possono annullare o si può chiedere il divorzio o la separazione. La consapevolezza sta aumentando in molti luoghi……ma non così tanto purtroppo.

      1. Quel “matrimonio” lì di cui parla tu di solito finisce col morto ammazzato. Concordo pienamente su tutto.
        Scusa per il wow, un po’ fuoriluogo, ma l’articolo mi è piaciuto molto. Sia per i contenuti che per la forma. E hai ragione se ne dovrebbe senza parlare. Riguardo all’associazione di cui fai parte, mi piacciono molto i frangenti in cui operate!!! Me ne parla un po’ di più? puoi anche scrivermi una mail. Penso ci sia la mia mail da qualche parte!

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