I giovani d’oggi..

I giovani d’oggi..

Articolo proveniente dal quotidiano Il Corriere della Sera:

Tregua disoccupazione, non per i giovani

Il tasso scende al 7,9% in agosto, quando gli occupati aumentano dello 0,1%. L’Istat: donne tagliate fuori

MILANO – Tregua estiva per l’emorragia di posti di lavoro. Un dato complessivo che nasconde però un ulteriore lieve aumento della disoccupazione giovanile e la mancata crescita occupazionale delle donne. Il tasso di disoccupazione ad agosto è sceso al 7,9% dall’8,0% di luglio, secondo le ultime rilevazioni dell’Istat. L’Istituto sottolinea che i disoccupati del mese erano 1.965.000, 36 mila in meno rispetto al luglio e 83 mila in meno rispetto ad un anno fa.

NUOVI OCCUPATI, TUTTI UOMINI – «Ad agosto 2011 gli occupati sono 23.003.000 unità, in aumento dello 0,1% (26.000 unità) rispetto a luglio. La crescita riguarda la sola componente maschile», scrive l’Istat. Nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente l’occupazione aumenta dello 0,8% (191 mila unità)». Invece «il tasso di occupazione si attesta al 57%, in aumento di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e di 0,3 punti in termini tendenziali. Il numero dei disoccupati, pari a 1 milione e 965 mila, diminuisce dell’1,8% e la flessione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Su base annua il numero di disoccupati diminuisce del 4% (-83 mila unita.

MA AUMENTA LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE – Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 27,6%, con un aumento congiunturale di 0,1 punti percentuali. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni non registrano variazioni rispetto al mese precedente e anche il tasso di inattività rimane stabile al 38%».

Eh beh, come si fa d’altra parte a trovare un lavoro duraturo in una società così?
Abbiamo lauree con le quali talvolta possiamo fare ben poco, abbiamo esperienze lavorative alle spalle, ma non sono mai abbastanza perchè c’è chi addirittura per assumerti pretende che tu sia giovane, ma con almeno tre o quattro anni di esperienza in quel dato campo professionale…Io di esperienza ne ho fatta un bel pò. Lavoro dal 2004, da quando ero ancora iscritta al primo anno di università, ma ogni anno cambia sempre qualche requisito per ricoprire una certa professione, cambiano gli standard, cambia tutto…il tuo titolo di studio però resta quello e che fai? Potresti anche decidere di approfondire e seguire qualche altro corso, ma chi me lo paga se non ho un lavoro?
Sono così arrabbiata e così piena di sfiducia..Avrei solo voglia e bisogno di avere un pò più di coraggio e fare le valigie e volare lontano da qui. Tanto se il mio destino è fare la commessa o la cameriera, allora perchè non farla in un altro paese almeno imparo meglio la lingua?!
Io non ho niente contro chi fa lavori dignitosissimi come quello della commessa, anche perchè l’ho fatta anche io per qualche tempo e so bene che vuol dire.Purtroppo per me non è stata una gran bella esperienza e devo dire che di quel periodo non conservo ricordi bellissimi, ma mi è rimasto un gran rispetto anche per tutte quelle commesse che neanche hai ancora messo il piede nel negozio che già di tallonano “Posso esserti di aiuto? Cerchi qualcosa in particolare?”.
Però io non ho deciso di studiare per fare la commessa, ho deciso di studiare per fare altro. Perchè io penso che il lavoro debba rappresentare quello che sei, deve essere qualcosa che ti completa, non che ti schiaccia o ti rende schiavo del sistema, schiavo di te stesso. Non voglio svegliarmi la mattina infelice o insoddisfatta. Io non sognavo una vita così quand’ero piccola.
Nelle mie fantasie di bambina alla mia età mi vedevo già sposata, con magari anche un figlio, un lavoro bello che mi rendeva felice e mi permetteva di guadagnare il necessario per stare serena. Invece? Invece son qui, anche oggi, a navigare nel web su mille siti visti e rivisti alla ricerca di qualcun’altro a cui mandare il mio CV che adesso mi sembra così inutile e ridicolo.
Sono arrabbiata, lo so..E forse dovrei cercare di non esserlo per vedere le cose in una prospettiva migliore, ma talvolta è troppo. Questo è troppo.
Ieri ho sentito una paio di ragazze con cui ho lavorato mesi fa e anche loro sono alla disperata ricerca di un lavoro.
Tra i miei amici e i miei conoscenti, tante sono le persone che non hanno un lavoro e lo cercano.
Questa società è malata. E’ in crisi. Sì..e non chiamateci più bamboccioni perchè voi siete dei pagliacci.

 

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