Piacere, Andromeda la precaria.

Piacere, Andromeda la precaria.

Perchè un blog?
La risposta sta già nel mio nome fittizio. Non in “Andromeda”, ma in “la precaria”. Perchè sì, sono una delle tante persone che fa parte dell’immenso oceano dei precari e di conseguenza ho così tanto tempo libero in questo momento (aimè) che cerco di occuparne almeno un pò. E un pò di questo tempo ho deciso di spenderlo scrivendo un blog tutto mio.
Non che non ci abbia provato altre volte. Due negazioni fanno un’affermazione. Questa volta però cercherò di essere più costante e di aggiornare spesso questo blog.

Una piccola presentazione come si deve però è d’obbligo.
Sono Andromeda (che ovviamente è un nome di fantasia), ho tra i 27 e i 28 anni, vivo al nord, ma sono del sud. Sono laureata in materie storico-artistiche, sono fidanzata da più di quattro anni e ho una tartaruga di nome Clementina.
Amo il gelato al pistacchio, andare in bicicletta, leggere voracemente romanzi che mi danno l’llusione di essere mille volte mille persone diverse.
Mi piace tanto l’autunno, soprattutto quando le foglie marroni, gialle e rosse iniziano a colorare gli alberi.
Non sono molto brava a nuotare e non sono molto brava a guidare.
Sono un pò fifona e tanto, tanto emotiva. Mi emozionano gli sportivi che vincono una gara, anche di uno sport di cui non capisco nulla; mi emozionano i bambini che cercano di dimostrare tutto il loro affetto alla mamma o alla maestra o al papà; mi fanno piangere le scene d’amore dei film e i matrimoni, anche quelli di emeriti sconosciuti.
Adoro il vino bianco e lo adoro ancora di più fresco.
Mi piace viaggiare e vorrei girare tutto il mondo. Sogno di fare una vacanza a Copenaghen, di esplorare le distese verdi della Nuova Zelanda e di andare in Africa.
Sono precaria.

Io ci rido e ci scherzo, perchè d’altra parte non c’è molto di che essere contenti. Però la depressione e l’autocommiserazione ho imparato che non portano da nessuna parte e anzi, ti fanno vedere la situazione ancora più nera di com’è.
Io faccio parte di quella schiera di ragazzi e ragazze, di uomini e donne intelligenti, seri, creativi, determinati, preparati..che però non hanno un lavoro. O comunque non ne hanno uno che possa chiamarsi tale, che gli permetta di mettere da parte dei soldi per il proprio presente e per il proprio futuro.
Ci rido e ci scherzo, ma non c’è molto da ridere e da scherzare.
Ci rido e ci scherzo, ma è alquanto frustrante aver studiato per una vita e non avere una posizione nel mondo, una professione da professare, uno stipendio cui poter attingere anche solo per pagare il dentista.
Ci rido e ci scherzo, ma mandare più di 60 CV in due settimane e ricevere risposta (negativa ovviamente) solo da cinque interlocutori è più deprimente del deprimente.
Ci rido e ci scherzo che è meglio.

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